venerdì 21 novembre 2008

Il disegno infantile: dimensioni cognitive, emotive ed artistiche


I disegni prodotti in età infantile sono stati considerati, per secoli, una forma mancata di espressione artistica. Le prime ricerche in ambito psicologico evidenziavano soprattutto le differenze tra disegno infantile e adulto, nel tentativo di trovare delle regole generali per spiegare l’evoluzione dell’abilità grafica.


Sin dai primi anni del ‘900 il disegno viene considerato come manifestazione dell’espressione artistica del bambino. Egli sarebbe spinto a disegnare per la soddisfazione che questa attività comporta, il piacere sarebbe di tipo sensoriale nei primi tempi, in seguito, con il perfezionamento delle abilità artistiche, il gradimento sarebbe anche di tipo estetico. Il soggetto da disegnare verrebbe scelto dal bambino in base alle sue preferenze individuali, ma comunque egli subisce una pressione sociale che lo inviterebbe a riprodurre delle rappresentazioni realistiche (Read, 1943). Molti studi mettono in evidenza che i bambini hanno preferenze stilistiche personali già in età precoce, mentre i canoni di giudizio estetico sarebbero influenzati dal contesto sociale, come confermano ricerche sulla valutazione della bellezza di un disegno in differenti culture.
ciao ciao!!!!

2 commenti:

marty ha detto...

Le pressioni sociali che invitano(o costringono) il bambino a una rappresentazione fedele della realtà, sono state influenzate dall'arte in età contemporanea, in particolare dai movimenti artistici che dichiarano che tutto può essere arte e tutto fa arte (vedi dadaismo,Marcel Duchamp).E' una distinzione necessaria però perchè l'arte è legata al commercio e per vendere bisogna saper rispettare dei "canoni" scelti da critici d'arte...

alix ha detto...

sono completamente d'accordo con te il bambino inizialmente sembra disegni scarabocchi ma in realtà per lui questo disegno ha un significato. poi è anche vero che il bambino è spinto da una sorta di pressione sociale a perfezionarsi in primis dai suoi genitori