lunedì 22 dicembre 2008

IL BAMBINO:SVILUPPO FISICO E MOTORIO


Lo sviluppo motorio del bambino, fin dalla nascita, si attua, attraverso una serie di trasformazioni fisiche, che coinvolge il sistema cerebrale. Il bambino cambia posizione e, nel momento in cui è colto di sorpresa da un evento, allarga, come se volesse abbracciare qualcuno, le braccia e le mani verso la linea mediana del corpo. Tale riflesso scompare intorno ai sei mesi, perché il cervello, perfezionandosi, subisce delle modificazioni biologiche. Lo sviluppo motorio, in generale, nel primo anno di vita, dipende dalla maturazione biologica.
L’esercizio potrebbe, tuttavia, facilitare l’accelerazione della posizione eretta e della deambulazione.
Molti bambini già camminano ad un anno, altri compiono i primi passi all’inizio del secondo. Tutte le capacità motorie (la posizione seduta, la locomozione strisciante e carponi, la stazione eretta e la deambulazione con appoggio), che si realizzano durante il primo anno di vita, predispongono, nel secondo anno, l’acquisizione della deambulazione autonoma. Il bambino già attraverso i primi passi percepisce l’importanza dell’indipendenza fisica e del senso di esplorare la realtà circostante, in continua espansione. La deambulazione, nel bambino, viene favorita anche dal contemporaneo e sincronico sviluppo neurale, consolidamento del sistema muscolare e continuo cambiamento delle proporzioni corporee.
Durante la prima l’infanzia, lo sviluppo della locomozione carponi e della coordinazione senso-motoria fa assumere comportamenti con una sequenza alquanto regolare. Nell’età infantile si presta maggiore attenzione agli eventi, soggetti a cambiamento, e ai movimenti, che hanno contorni e linee circolari. Nella seconda infanzia, i bambini, per quanto riguarda lo sviluppo motorio e la crescita fisica, acquisiscono, raggiungendo tanto proporzioni corporee più simili a quelle degli adulti quanto una coordinazione più efficiente e un sistema nervoso più maturo, una maggiore abilità motoria.
I bambini, a tre anni, in media sono alti circa novantacinque centimetri e le bambine sono alte circa un centimetro in meno. Per quanto concerne il peso, i primi pesano circa kg. 14,850 e le seconde sono leggermente più leggere (14,6 kg.). Solo intorno ai sei anni ormai il loro corpo ha assunto le forme e le abilità necessarie, per superare la fase dell’infanzia e per assomigliare maggiormente agli individui dell’età adulta.

venerdì 19 dicembre 2008

Il gioco parte III°



Il gioco è sicuramente l’espressione più autentica e spontanea dell’infanzia, è attraverso l’attività ludica che si possono intravedere tendenze ed inclinazioni del bambino. Dice il Pitrè “Il fanciullo è un piccolo uomo e noi, fanciulli di una volta, possiamo, nei suoi atti scomposti e meccanici d’oggi vedere o prevedere i suoi atti relazionali di domani come nel breve, ahi! troppo breve! periodo della sua età spensierata, studiare quelli men brevi dell’agitata adolescenza e della non lieta maturità”.I bambini possiedono l’istinto del gioco e questa attitudine emerge già in tenera età. Il gioco è una delle componenti principali nella formazione psico-fisica dell’individuo; è occasione di socializzazione e di apprendimento; è formazione ed educazione; il gioco stimola l’inventiva, la curiosità, l’ingegno, la manualità, la creatività; esso abitua alla competizione, alla riflessione, al rispetto delle regole; attraverso il gioco si potenziano abilità fisiche e motorie, contribuisce a formare la mente; rappresenta, inoltre, un vero e proprio allenamento che il bambino compie inconsapevolmente per avvicinarsi ed adattarsi alla società degli adulti.
Con il gioco, il bambino ritrova il sorriso e la spensieratezza scordandosi dei piccoli malumori quotidiani.

Il gioco: un'attività essenziale per la crescita del bimbo



Il gioco è una delle attività umane in grado di generare soddisfazione e piacere. Tutti noiabbiamo scelto e scegliamo il "nostro" gioco sulla base del nostro interesse e del nostropiacere. I bambini, in particolare, fanno del gioco la loro occupazione principale: attraverso ilgioco trovano, pur senza cercarle in modo consapevole, soluzioni nuove di adattamento allarealtà che li circonda.Appare necessario sottolineare che il gioco non è, o meglio, non è solo puro "allenamento allavita", anche se rappresenta, senza dubbio, un luogo privilegiato in cui il bambino è in grado diapprendere comportamenti specifici che in seguito gli saranno utili (per esempio la bimba chegioca a fare la maestra).In realtà, ciò che il bambino esperisce durante il gioco simbolico in particolare è la sua idea o,meglio, l’essenza di quel ruolo, e non le sue competenze e funzioni specifiche. è possibileoffrire ai bambini opportunità ludiche orientate al raggiungimento di finalità educative di tuttorispetto, ma è opportuno non perdere di vista quanto sia determinante quella autentica"spinta" interiore a giocare, senza la quale qualsiasi ambiente, anche il più ricco di stimoli,apparirebbe come inadeguato.


I bambini vanno sempre rafforzati ed incitati con dei giochi!

giovedì 18 dicembre 2008

IL GIOCO: UN QUOTIDIANO SVILUPPO INFANTILE!


Il gioco ha un'importanza fondamentale nello sviluppo del bambino. Esso ha, inoltre, una funzione sociale, di interazione e condivisione. Attraverso il gioco è possibile capire il bambino, il suo livello di sviluppo, le sue fantasie. È l'elemento principe delle psicoterapie infantili ed è utilizzato come sostegno per i bambini ospedalizzati che devono ricevere cure mediche. Secondo Freud il gioco permette al bambino di assimilare ed elaborare l'assenza della madre. Il bambino gestisce e diventa parte attiva, anziché passiva, di un evento potenzialmente pericoloso. Questa funzione è evidente nei giochi del "cucù" e del "nascondino" dove si unisce la partecipazione di altre persone (inizialmente la madre). Il gioco permette al bambino di trovare sollievo alla sua angoscia interna proiettando sul gioco i suoi conflitti. Il bambino utilizza l'oggetto transizionale (che può essere un giocattolo, ma anche una copertina o un indumento) per affrontare l'autonomia e la separazione dalla madre. L'oggetto transizionale rappresenta la madre nella fantasia del bambino. È un oggetto al quale il bambino è molto attaccato, che lo rassicura. Il bambino può agire su questo oggetto sentendosi più forte e sicuro. I giochi, poi, sono occasioni di scambi sociali per il bambino. Il gioco del bambino con la madre è un gioco inizialmente ripetitivo in cui entrambi i membri hanno delle aspettative. Poi, la madre attua una "violazione" del gioco suscitando grande ilarità nel bambino che chiede di continuare. Queste ripetizioni e violazioni hanno un significato fondamentale: consentono al bambino di vivere l'attesa, tollerare la frustrazione e anticipare la sorpresa.

LO SVILUPPO MENTALE DEL BAMBINO


Il gioco e l'acquisizione del linguaggio sono due elementi fondamentali per lo sviluppo mentale del bambino. Attraverso il gioco è possibile capire il piccolo, i suoi bisogni, le sue fantasie. È largamente usato per tutte le psicoterapie infantili ed è utilizzato come sostegno per i bambini ospedalizzati che devono ricevere cure mediche. Il linguaggio permette al bambino di acquisire una nuova forma di indipendenza, applicabile nel gioco simbolico e nell'immaginazione.

Nel prossimo post vi pubblico come il gioco sia fondamentale per lo sviluppo del bambino!

ciao ciao

mercoledì 17 dicembre 2008

L'importanza del gioco nei bambini



Per i bambini, che giocano per divertirsi, non c'è nessuna differenza tra il gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare come un lavoro. Solo più tardi, una volta che giungono ad associare un'attività alla ricompensa, essi iniziano a considerare un comportamento mentre lo pongono in atto in vista di benefici a lungo termine piuttosto che per la gratificazione immediata. Ciò è dovuto allo sviluppo di abilità cognitive che consentono al bambino di vedere il legame tra causa ed effetto.
Attraverso il gioco, infatti, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose: che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell'esistenza di leggi del caso e della probabilità e di regole di comportamento che vanno rispettate. L'esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà.
Le attività ludiche a cui i bambini si dedicano si modificano via via, di pari passo con il loro sviluppo intellettivo e psicologico, ma rimangono un aspetto fondamentale della vita di ogni individuo, in tutte le fasce d'età.






BUONA LETTURA!!!

martedì 9 dicembre 2008

LE EMOZIONI DEI BAMBINI ATTRAVERSO LA LORO CREATIVITA' ( I LORO DISEGNI)


Parlare di bambini è come parlare di noi, di ciò che eravamo e di ciò che dovremo essere. Le prime esperienze sensoriali, attraverso la sperimentazione grafico-pittorica sono uguali in tutto il mondo. Il bambino, disegnando, rende trasparenti le motivazioni di base che lo invogliano ad esprimersi. Al pari del gioco simbolico e del linguaggio, il disegno infantile è un tipo di comportamento significativo della comparsa dell’attività rappresentativa. Neppure all’inizio, l’attività grafica rappresenta qualcosa di involontario o di casuale, ma è invece una conquista intenzionale, un modo di conoscere il mondo che segue una certa evoluzione. Il disegno dei bambini c’illumina sul comportamento infantile nella sua globalità, proprio perché gli scarabocchi sono visti come la traduzione grafica inconscia di uno stato emotivo. Sono i fattori ambientali, quelli affettivi e sociali, ad essere così determinanti anche nello sviluppo dello stesso bambino. Sembra inconsueto credere che sia l’intento rappresentativo, e non l’immagine o la forma, a determinare la costruzione degli schemi figurativi. Eppure tutto ciò avviene fin dai primi scarabocchi. I primi passi, e i mezzi usati dal bambino per esplorare l’ambiente esterno gli aprono un mondo nuovo, tutto da vedere, da ascoltare, da toccare. La possibilità di sperimentare liberamente in senso lato, e soprattutto nell’ambito grafico con i primi scarabocchi, predispone il bambino verso un migliore apprendimento del linguaggio simbolico e della lettura. Già da un anno, un anno e mezzo il bambino inizia la sua attività grafica con lo scarabocchio onomatopeico, cioè uno scarabocchio accompagnato da un suono.

Ecco perchè è molto importante interpretare i disegni dei bambini!!!

Buona lettura